Mary ha undici anni, capelli rossi e tanta voglia di avventura. Ospite estiva nella casa di campagna della vecchia zia, si annoia e combina guai suo malgrado. In un giorno più pigro degli altri, un gatto misterioso la conduce nel cuore della foresta dove trova e coglie un fiore magico che le dona il potere di volare a cavallo di una scopa. Al di là delle nuvole scopre piena di stupore il palazzo di Endor, una scuola di magia dove viene accolta come un’eroina. Apprezzata per il colore fiammante della chioma e per capacità che ignorava di avere, scopre a sue spese che tra le mura del prestigioso edificio cova un terribile segreto.
La storia di Mary e il fiore della strega debutta con una caduta per raccontare meglio di un volo.
Per raccontarci l’esordio alla vita di una ragazzina, la difficoltà di conquistare la propria indipendenza e l’indispensabile sforzo di integrazione in un universo sconosciuto. Tutto è riferito con sensibilità e tenerezza, mescolando in un calderone stregato quotidiano e meraviglioso. Dopo un prologo burrascoso, la fuga rocambolesca di una strega dalle mura di Endor, il racconto ritorna su un territorio più battuto, da qualche parte tra l’eredità dello Studio Ghibli e l’universo celebre dell’accademia di magia. Adattamento del romanzo fantastico di Mary Stewart (“The Little Broomstick”), Mary e il fiore della strega è il primo film dello studio di animazione Ponoc.
Hiromasa Yonebayashi, discepolo ambizioso e dotato di Hayao Miyazaki, prova a emanciparsi dal Giappone e dal suo folklore, avvicinando gioiosamente l’immaginario occidentale di Lewis Carroll e di J. K. Rowling. La scuola di magia di Endor contiene di fatto creature e chimere fantastiche lontane dall’animismo e il bestiario popolare di Miyazaki (La città incantata). Senza rinnegare lo spirito Ghibli, Yonebayashi elude la maniera arcaica che faceva la bellezza del cinema di Miyazaki: quel carattere nipponico espresso attraverso la prossimità del quotidiano, l’effluvio di nostalgia, il senso dei luoghi e del tempo che passa e la costante ricerca di purezza attraverso l’infanzia e la natura.