Loro 1: in PRIMA VISIONE dal 24 Aprile | Un nuovo film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi


Titolo originale: Loro 1
Conosciuto anche come:
Nazione: Italia, Francia
Anno: 2018
Genere: Biografico
Durata:
Regia: Paolo Sorrentino
Sito ufficiale:

Cast: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Iaia Forte, Duccio Camerini, Yann Gael, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Michela Cescon, Roberto Herlitzka
Produzione: Indigo Film, Pathé, France 2 Cinéma
Distribuzione: Universal Pictures
Data di uscita: 24 Aprile 2018 (cinema)

Trama:
La decadenza del regno di Silvio Berlusconi e soprattutto della sua corte: questo sembra essere il fulcro del racconto che Paolo Sorrentino affronterà nel suo nuovo film, Loro. Aveva detto in un’intervista alla fine dello scorso anno, rilasciata alla BBC, che il titolo si riferiva ai personaggi che hanno ruotato intorno all’ex premier in cerca di fortuna, siano essi uomini affamati di potere o ragazze disinibite. “Loro” può però diventare “l’oro”, aggiungendo semplicemente un apostrofo, come se Berlusconi fosse per i suoi cortigiani una sorta di miraggio di ricchezza e fortuna.

Il mondo ha un’idea di Berlusconi come persona molto semplice, ma studiandolo ho capito che è molto più complicato. Vorrei provare a descrivere questo personaggio complesso. Sono interessato all’uomo che sta dietro il politico. Non sono interessato agli aspetti politici.
Paolo Sorrentino
Da parte sua il leader di Mediaset e Forza Italia aveva detto mesi fa che gli erano giunte voci di una “aggressione politica” e che si augurava non fosse così. Erano stati invece molto meno cauti alcuni dei suoi nel bocciare l’operazione del regista premio Oscar, con Brunetta che parlava di «una cosa ignobile. Una di quelle robe che a me fanno schifo, che si ritorcerà contro chi l’ha fatta e che finirà, come sempre, per far guadagnare voti e consensi a Berlusconi». E Gasparri rincarava «sarà un film pieno di luoghi comuni, l’ennesima operazione denigratoria nei confronti di un uomo troppo buono».

Inizialmente in realtà Berlusconi si era detto divertito all’idea e aveva anche offerto al regista l’accesso alle sue ville, ma i due sembra non si siano mai incontrati. Sorrentino ha invece incontrato Veronica Lario nel 2016, in due colazioni avvenute a giugno e luglio tra Roma e Milano. Aveva già letto il libro di lei, “Tendenza Veronica”, e aveva voluto sapere di come avesse maturato la scelta di smettere di recitare. Inoltre avevano parlato della sua relazione con Silvio, ma solo della sua parte iniziale, tanto che il regista le avrebbe detto «Non so ancora come sarà il film, ma mi piacerebbe raccontare una storia d’amore». Al secondo e ultimo incontro fu presente anche la figlia Barbara, con cui Sorrentino parlò anche del Milan oltre che di cinema. Circa un anno dopo, in un’intervista concessa da Veronica Lario a Il Messaggero, la donna si dice piuttosto sorpresa di aver letto articoli che parlano di una sceneggiatura concentrata sulla seconda metà degli anni 2000.

Del resto il teaser trailer pubblicato in rete in questi giorni conferma piuttosto chiaramente, con l’immagine di una Veronica Lario disperata a terra, come rinchiusa in una gabbia di vetro, che si tratterà al massimo della fine di un amore e non certo dei suoi giorni più felici. A interpretarla sarà Elena Sofia Ricci, scelta che fa piacere alla reale Veronica, mentre nei panni di Berlusconi ci sarà l’immancabile Toni Servillo, che è già stato protagonista per Sorrentino di La grande bellezza, Le conseguenze dell’amore, L’uomo in più e soprattutto Il divo, dove aveva incarnato un’altra figura cruciale della politica italiana: Giulio Andreotti.

Nel cast, dove ci sarà anche un cane nei panni di Dudù, avranno un ruolo ancora ignoto Fabrizio Bentivoglio e Roberto Herlitzka, mentre è già certo chi interpreteranno Ricky Memphis e Riccardo Scamarcio: il primo nei panni di Stefano Ricucci e il secondo in quelli di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese che organizzava i celebri festini a base di escort famosi in tutto il mondo come Bunga Bunga.
Scamarcio è finora l’unico degli attori ad aver parlato con la stampa e ha speso parole di elogio per il regista: «Sorrentino è l’autore che meglio riesce a cogliere aspetti della decadenza della civiltà contemporanea, fa un’analisi antro-sociologica senza volerla fare, mettendo in scena paradossi e meccanismi estremi». E raccontando con entusiasmo l’esperienza sul set: «Mi sentivo un po’ spettatore, era tutto fantasmagorico, un circo continuo, gente che ripeteva battute o cantava, balletti, animali enormi in scena. Quando ho visto Toni Servillo truccato come Berlusconi ho fatto un salto sulla sedia, gli somiglia in modo impressionante. Sul set lo salutavo con “Buongiorno presidente”».
Berlusconi era già stato al centro di Il caimano di Nanni Moretti, che a modo suo ne vestiva i panni nella scena finale, ma questa volta l’interpretazione sarà molto più mimetica: le foto del set avevano mostrato un’impressionante lavoro di make-up su Servillo, inoltre nel teaser trailer (dove lo si vede solo di schiena) la sua voce sembra davvero vicinissima a quella di Berlusconi.
Sorrentino si è affidato a suoi collaboratori fidatissimi, come Paolo Contarello per la sceneggiatura, Luca Bigazzi per la fotografia, Cristiano Travaglioli per il montaggio e Lele Marchitelli per la colonna sonora. Le riprese si sono svolte a Roma, tra il Colosseo, i Fori Imperiali e il Rione Monti, dove, su una terrazza, sembra sia stata girata la scena di una grande festa. Inoltre la troupe è stata avvistata anche in Toscana, in una villa privata ad Orbetello e all’Argentario Golf Hotel Resort di Porto Ercole, che pare farà le veci della Villa Certosa in Sardegna. Ci sono state infine polemiche quando la troupe ha visitato l’Aquila e Amatrice, ma del resto era importante che ci fossero luoghi come quelli, perché le promesse ai più sfortunati sono da sempre una caratteristica della comunicazione di Berlusconi, fin dall’alluvione del Tanaro del 1994.
Al Festival di Cannes del 2017, il regista disse: «Perché un film su Berlusconi? Perché sono italiano e voglio fare film sugli Italiani. Berlusconi è un archetipo dell’italianità e attraverso lui puoi raccontare gli italiani». Mentre alcuni mesi dopo ha detto alla BBC: «Per me un film è scoprire un mistero. E in Italia molti misteri sono legati strettamente alla Chiesa, alla politica, alla mafia. Mi interessa raccontare questi mondi».